Metodologia e perimetro di analisi
L’analisi ha riguardato le principali fonti emissive lungo la catena del valore, prendendo in considerazione, per ciascuna categoria:
- Magnitudo delle emissioni;
- Livello di influenza dell’organizzazione;
- Accessibilità e qualità dei dati disponibili.
Questo approccio ha consentito di individuare le aree prioritarie su cui concentrare le azioni di riduzione e miglioramento.
Sono state analizzate le seguenti categorie emissive:
- Consumi energetici diretti e indiretti: gas naturale, carburanti per auto aziendali, elettricità;
- emissioni fuggitive: perdite di gas refrigeranti e altri gas di processo;
- trasporti e logistica: trasporto di materiali e rifiuti;
- mobilità delle persone: commuting casa-lavoro e trasferte di lavoro;
- beni e servizi acquistati: materiali utilizzati, packaging e lavorazioni affidate a terzisti;
- gestione dei rifiuti;
- servizi di ristorazione (mensa aziendale)
I risultati: il peso dello Scopo 3
Le emissioni complessive di gas a effetto serra dell’organizzazione ammontano a 50.847,7 tCO₂eq.
Le emissioni di Scopo 3 per l’Italia risultano pari a 45.783,8 tCO₂eq, rappresentando circa il 90% del totale. Questo dato conferma come la maggior parte dell’impatto climatico dell’organizzazione sia generato da attività indirette lungo la catena del valore.
Piano di miglioramento e prospettive future
Sulla base dei risultati ottenuti, è stato identificato un piano di miglioramento specifico finalizzato alla riduzione progressiva delle emissioni di gas a effetto serra, con particolare attenzione alle categorie di Scopo 3 a maggiore impatto e su cui l’organizzazione può esercitare un maggiore livello di influenza.
Il piano prevede azioni mirate su processi, fornitori e comportamenti, nonché il progressivo rafforzamento della qualità e copertura dei dati, in coerenza con il Piano di Sostenibilità e gli obiettivi ESG aziendali.
In un’ottica di miglioramento continuo, a partire dal 2026 il perimetro di rendicontazione della Carbon Footprint sarà esteso alle filiali europee, consentendo una visione più completa e rappresentativa dell’impatto climatico complessivo dell’organizzazione lungo l’intera catena del valore.